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#proseccoshire in Musica


Fynes Moryson, esploratore e scrittore inglese, così scrive nel 1593 visitando il nord Italia: «Questi sono i vini più famosi d’Italia. La lagrima di Christo, e vini simili presso Cinqueterre inLiguria: la vernaza, e il moscatino bianco, specie quello di Montefiaschone in Italia: Cecubum e Falernum nel Regno di Napoli, e il Prosecho in Histria».

La citazione della prima fonte certa in cui si fa riferimento al prosecco come vino di pregio già sul finire del 1500 è interessantissima, oltre che per la sua intrinseca valenza storica, anche perché strettamente intrecciata alla mostra sensoriale dedicata alle Terre del Prosecco Conegliano Valdobbiadene ora ospitata a Palazzo Todesco, a Serravalle di Vittorio Veneto (TV).
Gli anni in cui compare per la prima volta la denominazione prosecco tra i vini più apprezzati in Italia, come si legge sopra, sono gli stessi in cui erano attivi i compositori che compaiono nelle scelte del repertorio proposto dal
Quartetto Barocco Santa Cecilia.
Da Falconieri a Piccinini passando per Kapsberger e Marini (che trascorsero parte della loro vita a Venezia) il programma del concerto vuole essere un omaggio a quel tempo in cui si stavano operando cambiamenti epocali nella scrittura musicale proprio nella Serenissima e nella campagna veneziana.

Diventa facile quindi l’accostamento tra un vino che, come scrive Moryson, era tra i più famosi d’Italia all’alba dell’era barocca e la musica di quel tempo che rese illustre e celebre la tradizione artistica e culturale italiana in tutto l’Occidente. Sicuramente le melodie e le strutture armoniche del primo Barocco strumentale italiano hanno accompagnato i pasti di chi apprezzava sia la buona musica che il buon vino.
Chissà…
forse proprio anche a Palazzo Todesco, nelle splendide sale che oggi ospitano la mostra sensoriale dedicata a un paesaggio candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità.

Il Quartetto Barocco Santa Cecilia nasce dalla collaborazione di quattro musicisti che, affascinati dalla Musica rinascimentale e barocca, dopo il Diploma in Chitarra classica e corsi di perfezionamento, concerti solistici e cameristici, decidono di studiare con il M° Massimo Lonardi, considerato uno dei maggiori esperti internazionali di Musica per Liuto e di Musica rinascimentale, per approfondire la conoscenza di uno dei periodi di massimo interesse storico, artistico e culturale di tutti i tempi. Sotto la sua guida si è formato quindi questo ensemble nell’ambito del Laboratorio di Musica Antica della Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro (VE).
Il quartetto si pone come obiettivo quello di far conoscere le musiche coeve ai tantissimi luoghi di interesse storico e artistico del territorio della Serenissima e della Marca trevigiana. La scelta del repertorio è volta in particolare alla riscoperta di autori meno conosciuti (Andrea Falconieri ne è un esempio illustre), ma non per questo meno interessanti dal punto di vista della scrittura musicale. Tutto il lavoro di ricerca e di stesura degli arrangiamenti è stato svolto sotto l’attenta supervisione del M° Massimo Lonardi.